2bePOP http://www.tobepop.net Fucking Lifestyle Wed, 02 Aug 2017 14:56:24 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.8.1 5 motivi per non mancare al 2bePOP Fest 2017 http://www.tobepop.net/5-motivi-per-non-mancare-al-2bepop-fest-2017/ http://www.tobepop.net/5-motivi-per-non-mancare-al-2bepop-fest-2017/#comments Wed, 02 Aug 2017 14:56:24 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3473 Continue Reading]]> copertina_evento-1

Quello che stai per leggere riguarda tutti.

Un giorno ti svegli con la sensazione di voler portare il posto in cui vivi il più in alto possibile. Ne conosci a memoria stradine, vicoli, pub, lidi, pizzerie e parchi.
Conosci gli occhi della sua gente e sai bene quanto abbiano da dare. Così decidi di partire, con poche cose, convinto che un giorno tornerai con un bagaglio infinito di esperienza e voglia di fare.

Una delle leggende del Rap italiano, Esa (Otr/Gente Guasta) diceva: ”Coltivo dove tutti han detto che non cresce un cazzo”.

E nel rapparlo forte e chiaro si riferiva alla provincia in cui abitava, lui che come noi viene dal basso. Dove le novità passano di moda troppo presto per noia. O arrivano troppo tardi per problemi di comunicazione.

La strada, il treno, gli aerei che vanno dal basso verso l’alto non sono molti. E a volte prenderli costa anche tanto. Ma non parliamo di soldi. Parliamo di scelte. Scegli di lasciare chi ti ha cresciuto, per crescere. E quando fai il percorso inverso è per partecipare a qualcosa di grande, come la vita della collettività, in cui finalmente potrai mettere a frutto ciò che hai imparato. Quando vai via da un posto come la Calabria non è mai per sempre.

Questi sono i nostri (di tutti) 5 motivi per non mancare alla terza edizione del 2BePOP.

 

• “Paola, Stazione di Paola”

Un posto di passaggio, uno scalo ferroviario, per qualcuno.

Una città viva e solare per tutti gli altri.
Chi lo avrebbe detto, 3 anni fa, che ogni estate una sempre più grande Comunità si incontrasse a pochi passi da quei binari così popolati per dare vita a un momento unico?
Se sei stato al 2BePOP nelle due edizioni precedenti, sei stato il 2BePOP.
Avrai visto un gruppo di ragazzi e ragazze montare e smontare un palco, accogliere band di artisti venute da fuori con background e backliner, proporre un’idea nuova dello stare assieme: dove il festeggiare è più forte del piangersi addosso e il ricordare diventa uno stimolo per proseguire l’opera di altri più che edificare statue.

• La Comunità che partecipa

“Sta roba la fai tu che stai sotto il palco”. Mai parole, di Kiave, furono più azzeccate. Stanno in un pezzo che si chiama N.O.I. e oggi hanno un significato più forte (se possibile) rispetto a quando le scrisse.

Già, perché oggi a volte tra gli artisti e il pubblico ci trovi delle transenne e degli energumeni pagati per evidenziare che chi sta su quel palco vive in una dimensione ultraterrena.
Poi arrivi tu, con noi, vieni a fare festa al 2BePOP e ti accorgi che non c’è nessuna linea di demarcazione tra i partecipanti.
Chi canta non esiste senza chi ascolta. Chi suona non esiste senza qualcuno che balla.
Aldilà del nome del gruppo, aldilà dell’etichetta e del genere, lo spettacolo lo fanno i TUTTI.

• Conferme e certezze

Impossibili da trovare, se leggi l’introduzione a questo elenco, in un contesto come il Sud. Eppure li abbiamo trovati, raddoppiando i giorni del Festival e partendo dalla città per arrivare al mare.
Li abbiamo trovati perché sentiamo il bisogno di coinvolgerti in qualcosa che ti appartiene. Perché non c’è due senza tre.
Perché sono proprio le incertezze a renderci sicuri di essere vivi e di fare qualcosa che (con l’aiuto di ognuno) verrà ricordato.
Essere arrivati alla terza edizione del 2BePOP non è un caso fortuito, non è sentirsi ‘miracolati’. Vuol dire avere voglia di continuare a continuare.

• “Chi viene da fuori e non ci sta più dentro”

Chi ti scrive non è di Paola.

Ricordo quando arrivai il primo anno al 2BePOP Fest. Intorno a me c’erano musicisti, avvocati, barman, studenti, visitatori occasionali e qualsiasi altra categoria di lavoratori.
Tutti si davano un gran da fare per superare ogni piccola difficoltà. Mi venne spontaneo togliermi la maglietta e aiutarli.
Da allora, è come se non me ne fossi mai andato e ogni anno non vedo l’ora di tornare.
Potrei andare all’estero, ma alla fine ho scelto Paola perché ci ho trovato una famiglia.

• Il quinto motivo

Sei tu che hai letto. Che hai fame di musica e che probabilmente una volta nella vita avrai detto “Nella mia città non c’è mai nulla”.

No. L’8 e il 9 agosto c’è la terza edizione del 2BePOP Fest 2017.
E tu, proprio tu, dovresti esserci. Per portare in alto il posto in cui vivi.

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5 domande a Davide Shorty x 2bePOP 2017 http://www.tobepop.net/5-domande-a-davide-shorty-x-2bepop-2017/ http://www.tobepop.net/5-domande-a-davide-shorty-x-2bepop-2017/#comments Tue, 01 Aug 2017 13:02:28 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3463 Continue Reading]]> c2a9tommasogesuato_davide-shorty4700
Da Palermo a Londra, passando per i palchi di tutta Italia e non solo, il giovane veterano Davide Shorty ha conquistato tutti con il suo talento cristallino. Canta, rappa, produce, suona e intrattiene come pochi. Chi conosce la sua storia musicale, in automatico, conosce da sempre le sue doti e percepisce la sua vocazione alla completezza e lo studio che si cela dietro dischi, collabo e performance dal vivo.

Lo abbiamo raggiunto durante una delle numerose tappe del tour di presentazione di “Straniero”, album uscito per Macro Beats pochi mesi fa, per scambiare due chiacchiere con lui in occasione dell’imminente live in duo al 2bePOP Fest 2017.

E ci siamo fatti raccontare com’è vivere all’estero, quali sono i suoi punti di riferimento, qual è il rapporto con la sua terra madre e tanto altro.

1) I Sangue Misto cantavano “La mia posizione è di straniero nella mia nazione”. Tu, invece, da qualche anno risiedi a Londra pur restando legatissimo all’Italia e alla tua Palermo. Nel tuo disco, “Straniero”, spieghi perché sei andato via dalla tua terra. A quali condizioni torneresti?

Ho deciso di vivere da girovago, almeno per un po’, di cercare ed abbracciare modi diversi dal mio. Viaggiare per la musica mi ha fatto tanto bene, ma é chiaro che quando torno a Palermo e sono esposto a quei luoghi ed odori così familiari mi sento coccolato.

La sensazione di coccole dura poco, purtroppo le chiusure mentali della mia terra sono ancora estremamente radicate. Il musicista non é ancora visto come un professionista, ed in generale la creatività non viene mai valorizzata in ambito professionale, quindi é impensabile per me potermi rapportare con questa realtà. Purtroppo parlare con i muri non é un’impresa facile e molti Siciliani sono troppo testardi nel peggiore dei modi, tutto ciò é un paradosso visto che la Sicilia é un luogo che storicamente ha generato un grande patrimonio artistico.

Per quanto riguarda me, non ho una sfera di cristallo, potrebbe succedere di tutto, non so se tornerò e al momento lo escludo.

2) Vieni dal Rap, conosci molto bene l’Hip Hop e negli ultimi tempi hai sfruttato il tuo talento in direzione più ‘Soul’ senza comunque tralasciare il tuo background. Cosa deve avere oggi un artista per sentirsi il più possibile ‘completo’?

Credo che la completezza nasca dallo studio e dalla ricerca, dal circondarsi di persone più forti di te, e dall’apertura mentale alle critiche.

La musica é disciplina, ma anche istinto, bisogna trovare un equilibrio tra le due per potersi muovere liberamente. Per quanto riguarda il genere mescolo semplicemente quello che mi piace, compro tanti dischi (in realtà spendo tutti i miei averi in dischi, é proprio un vizio!), cerco di leggere, di informarmi e di assorbire quanto più possibile dal mondo. L’ispirazione é dietro l’angolo, un musicista completo deve essere un attento osservatore.

3) Hai notato differenze tra il pubblico italiano e quello londinese durante questo tour? E’ vero che lì ‘stanno più avanti’?

Non é tanto una questione dello “stanno più avanti”, quanto il fatto che ci sia una grande educazione all’ascolto. Le persone stanno in silenzio ad ascoltare, sanno quando esultare o quando cantare con te…in Italia siamo lobotomizzati dalle radio e dalle televisioni. Anche in Inghilterra c’é la musica spazzatura, ma quanto meno c’é una solida alternativa, c’é un movimento ben strutturato ed educato.

4) Qual è stato, se c’è stato, l’artista che ti ha fatto dire ‘Wow! Nella mia vita voglio cantare, fare i dischi, stare sul palco etc’?

Stevie Wonder, James Brown, Micheal Jackson…il primo rapper che mi ha fatto venire voglia di far rap é stato Tupac.

5) Ultima domanda: ci dicono dalla regia che fai molto spesso freestyle, al punto che potresti anche non fermarti per giorni. Smetteresti se Anderson Paak ti proponesse di andare in tour con lui?

Anche se dicessi di si non ci crederebbe nessuno! Che poi non sono un freestyler di chissà quale livello, ma mi diverto proprio tanto a farlo…non potrei proprio rinunciarci, scatta in automatico ad ogni post concerto…la proposta di Anderson sarebbe un sogno, ma secondo me i freestyle se li spara anche lui, e che freestyle!

Vuoi goderti meglio quest’intervista? Metti “Straniero” in sottofondo e non perderti l’occasione di vedere Davide Shorty in uno special live Martedì 8 agosto 2017 al 2BePOP Fest sul palco del Brunnen Bier. Qui trovi tutte le info!

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5 domande a Killacat x 2BePOP 2017 http://www.tobepop.net/5-domande-a-killacat-x-2bepop-2017/ http://www.tobepop.net/5-domande-a-killacat-x-2bepop-2017/#comments Sun, 30 Jul 2017 17:04:23 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3460 Continue Reading]]> killacat_intervista

Qualche tempo fa, ascoltando in anteprima il suo nuovo disco, abbiamo pensato che in Italia lo capiranno tra 5 anni. Non era una provocazione gratuita, perché “Quando toccherò terra” di Killacat è un disco speciale. Una sorta di astronave venuta da chissà dove. Che parcheggerà sul palco della terza edizione del 2BePOP martedì 8 agosto 2017 al Brunnen Bier di Paola. Un’ottima occasione per fare a Killacat 5 domande su passato, presente e futuro.

1) 2BePOP sarà il battesimo dal vivo di “Quando toccherò terra”. Come immagini l’impatto dello show sulla gente?

Non vedo l’ora di cantare dal vivo i pezzi del nuovo disco. Per me il palco è tutto. Sono nato sul palco. È solo quello il luogo in cui vivo la Musica al 100% e la condivido con chi mi sta accanto. Il 2BePOP fest sarà l’occasione perfetta, una nuova esaltante “prima volta”.

2) Dall’incisione sul primo ritmo ad oggi sono passati molti anni, hai cambiato diverse città, hai fatto tante collaborazioni, dandoci l’impressione di voler metterti costantemente in discussione prima di tutto per un’esigenza personale. Sei contento del Killacat di oggi?

È proprio così. A prescindere da tutto ho dimostrato a me stesso di avere ancora la forza e il coraggio di crescere per diventare un uomo e un artista migliore. E’ proprio questo che mi dà la forza di continuare: il desiderio di crescere insieme alla mia musica. 

3) Una cosa che non è mai cambiata è la tua attitudine al canto. Quali sono le tue voci preferite di sempre? 

Beh, sono molte le voci che mi hanno ispirato ma quelle che mi sento di evidenziare sono senza dubbio Stevie Wonder ed Amy Winehouse. Che meraviglia ascoltare le loro voci! (Quasi piango mentre lo scrivo).

4) Come sai il nostro blog si chiama “2BePOP”. Esiste una ricetta per esserlo?

Stare sempre sul pezzo, come sapete fare voi.

5) In “Quando toccherò terra” alcuni testi sono stati scritti in collaborazione con Mattia Barro de “L’Orso”, ma in gran parte del lavoro hai preso nuovamente la penna in mano tirando fuori perle come ‘Alibi’. Ma c’è un cantante per il quale scriveresti un pezzo?

Mi piace scrivere e ho riscoperto la voglia di farlo dopo un po’ di tempo che avevo accantonato la penna.
Tuttavia non credo di essere pronto a scrivere per altri.
Già è difficile scrivere di sè, guardarsi dentro così a fondo da ricavarne un senso (noi artisti siamo a volte troppo complicati), figurati come sarebbe scrivere per gli altri: impazzirei!!! ahahah.

Killacat sarà al 2BePOP martedì 8 agosto 2017. In questi giorni sui suoi canali circolano video fighissimi realizzati in serie, da non perdere per ascoltare il disco e cantarlo tutti assieme. Clicca QUI per tutte le infos.

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Non c’è due senza TRE http://www.tobepop.net/non-ce-due-senza-tre/ http://www.tobepop.net/non-ce-due-senza-tre/#comments Thu, 13 Jul 2017 15:51:01 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3448 Continue Reading]]> copertina_eventoDicono che dalle nostre parti, nel ‘famigerato’ e profondo Sud, la vegetazione sia florida. Ma, dicono, al contempo gli eventi culturali faticano a crescere.

Così, nel primo caso qualche benpensante d’estate appicca incendi per spegnere l’erba. Nel secondo caso, migliaia di cuori bruciano e sudano in dancehall lontani dalle Despac(h)ito di turno.

In questo panorama caliente, 2bePOP fa storia a sé. E arriva sano e salvo alla terza edizione, raddoppiando i giorni di festa e di Festival.

Noi siamo quelli che stanno zitti tutto l’anno e all’improvviso escono fuori con poche parole e l’annuncio che molti aspettano.

Siamo quelli del “chi c’era sa”, con le foto ricordo e l’udito educato bene.

Così, dopo Brunori e Bluebeaters, dopo Ghemon e Funk Rimini, quest’anno (un po’ come ‘accidentalmente’ successe due anni fa) l’equazione è presto risolta.

2 serate, 1 festa unica= 2bePOP 3

O, per dirla con Massimo Troisi, ricominciamo “da 3”.

Insomma ci vediamo l’8 e il 9 agosto 2017, ovviamente a Paola, e per l’occasione partiamo dalla città.

Già, perché si parte da un doppio live speciale direttamente da casa Macro Beats. Tanto per continuare anche i ‘ballamenti’ relativi al traguardo dei 10 anni della label.

L’8 agosto, al Brunnen Bier di Paola Davide Shorty e Killacat presenteranno i loro dischi Straniero Quando toccherò terra.

I due cantanti, background completo e zaino pieno di esperienze di ogni tipo, sono accomunati dall’essere al primo disco da solisti.

Ma non chiamatele ‘new entry’;in un mondo in cui appena fai due views in più ti firmano con una major (un po’ come quando a 16 anni ti comprano la macchina 50 che fa solo tanto rumore), loro sul palco e in studio sono 2 Maserati.

Il 9 agosto la festa si sposta in quella che ormai è la location culto di 2BePOP: La calura di San Lucido. E il menu è di quelli seri.

Katzuma aka Deda (ma noi lo sappiamo che ai nostri lettori non dobbiamo specificare “quello dei Sangue Misto”) e Godblesscomputers daranno tutto in consolle. Due dj set per una lunga notte di suoni e stelle, di bella musica e bella gente.

Per il momento, solo per il momento, è tutto.

Ah, anche quest’anno, alla fine, abbiamo scelto Paola.

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Van Morrison Roll With the Punches: the story behind the picture http://www.tobepop.net/van-morrison-roll-with-the-punches-the-story-behind-the-picture/ http://www.tobepop.net/van-morrison-roll-with-the-punches-the-story-behind-the-picture/#comments Wed, 12 Jul 2017 11:35:44 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3436 Van Morrison Roll With the Punches: the story behind the picture “Sono entrato in contatto con il blues ...Continue Reading]]> Van Morrison Roll With the Punches: the story behind the picture

“Sono entrato in contatto con il blues quando ero molto piccolo. La cosa che amo di questo genere è che non devi esaminarlo, solo suonarlo. Non ho mai analizzato troppo la mia musica, la compongo e basta. La musica deve essere solamente suonata ed è questo il modo in cui funziona il blues, è un’attitudine. Sono stato fortunato ad incontrare i più grandi: John Lee Hooker, Jimmy Witherspoon, Bo Diddley, Little Walter e Mose Allison. Li ho frequentati e ho assorbito ciò che facevano. Erano persone senza un grosso ego e mi hanno insegnato moltissimo. Le canzoni di Roll With The Punches, che siano scritte da me o no, sono orientate alla performance. Ogni canzone è una storia e io eseguo quella storia. È un concetto dimenticato perché le persone hanno la tendenza ad analizzare troppo le cose. Ancor prima di iniziare a scrivere canzoni sono stato un performer. Questo è quello che faccio.” (Van Morrison)

La copertina del nuovo disco di Van Morrison non è solo “una foto di quelli che fanno finta di picchiarsi” come direbbe l’italiano medio, è una foto a cui possiamo dare tanti significati anche relativi al titolo dell’album “Roll with the punches”, che possiamo tradurre come “Fa buon viso a cattivo gioco”. Innanzitutto chi sono i due lottatori? Beh quello con la acconciatura alla “moicana” è Billy Two Rivers, un ex lottatore canadese della nazione Mohawk (difatti il suo nome mohawk è Kaientaronkwen) e i suoi capelli sono tipici del suo popolo, chiamarli “alla moicana” è un errore molto diffuso in Italia, si è esibito in tutto il mondo prima di ritirarsi nel 1977 e diventare uno dei capi della riserva Kahnawake.  L’altro era Hans Streiger (deceduto nel 2002), un wrestler inglese del Derbyshire il cui vero nome era Clarke Mellor, e nella foto è proprio lui, l’inglese (ma con un nome d’arte tedesco nordico a nascondere le sue vere origini, un po’ come Van Morrison che si considera più un druido celtico che un irlandese britannico) a dover rotolare a terra per evitare una lesione alla spalla in seguito alla proiezione del lottatore nativo americano. Bene, in un certo senso noi siamo lui, costretti dalla vita a far “buon viso a cattivo gioco” alle avversità della vita, rappresentate dall’<indiano> simbolo anche delle forze della natura, in quanto più vicino al “Grande Spirito” e alla Natura in generale, un <buon selvaggio> come direbbe Rosseau, in questo caso molto iracondo verso di noi.

Questo si collega con la scelta del disco di essere un album blues contemporaneo, blues che è per definizione musica delle radici, radici che vogliamo perdere e che spesso però ci riportano violentemente a terra. Il disco uscirà il prossimo 22 settembre e sarà il 37esimo lavoro in studio pubblicato da Van Morrison, composto da 15 brani, di cui la maggior parte sono standard blues rielaborati e registrati ex novo.

 Osiander in collaborazione con Dario Greco

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Il nuovo album di Killacat? Lo capiranno tra 5 anni http://www.tobepop.net/il-nuovo-album-di-killacat-lo-capiranno-tra-5-anni/ http://www.tobepop.net/il-nuovo-album-di-killacat-lo-capiranno-tra-5-anni/#comments Wed, 03 May 2017 13:40:50 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3428 Continue Reading]]>

“Tutti quelli che dovranno promuoverlo, invece, dicono che un disco così è DIFFICILE da promuovere, perché boh… la domanda è sempre ‘bello, ma quindi che genere è?’. Io voglio sempre rispondere: Genere bella musica, cazzonesò, dai seriamente… che minchia ce ne frega del genere?”.

Questo status è apparso pochi giorni fa sul profilo di Gheesa, Musicista siciliano trapiantato nella multietnica Milano ed orami elemento di spicco di Macro Beats. Musicista (perché chiamarlo producer è riduttivo) che troviamo dietro a Quando toccherò terra”, il primo album di Killacat, in uscita il 12 maggio 2017 per la label del Nostro Macro Marco. Occorre leggerlo con attenzione questo status, perché è molto più di una simpatica provocazione. In qualche modo, infatti, nasconde una verità.

Ma andiamo con ordine.

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Abbiamo ascoltato IN ANTEPRIMA il nuovo album di Killacat. Il primo album solista di Killacat. Oggi i ragazzi fanno un disco dopo 5 giorni di carriera. Lui, invece, ha preferito prima calcare i palchi di tutta Italia assieme al fratello Gioman, infuocando le danz e diventando in breve un giovane veterano del reggae italiano. La combo catanzarese ha dato alle stampe tre dischi e numerosi singoli senza tempo.

Storia. Una storia che conosciamo e che conoscete.

Per cui, andiamo avanti. In tutti i sensi.

C’è sempre un momento, nella vita di ogni artista, che suona come un break even: è il momento in cui tiri le somme, capisci che hai bisogno di fare cose nuove e diversissime e quindi molli la strada facile per ripartire da zero.

Traduzione: Killacat in poco tempo è diventato un capo delle dancehall, ma evidentemente questo ruolo gli stava ‘stretto’, così ha scelto di cambiare. Tutto.

Un paio di anni fa è uscito l’ep Parto da qui, anticipato dal singolo Non c’eri: chi vi scrive sta in fissa totale con quel pezzo. Che hit.

Chi ha ascoltato il “primo” Killacat, quello di pezzi come Pull up e Bun dem per intenderci, è rimasto spiazzato di fronte a pezzi come Non c’eri o come Tienimi in mente. Diversi tra loro, diversi dal passato e diversi anche dalla più “leggera” Quando ti rivedrò (altro cavallo di battaglia del Nostro).

Metabolizzato, lato ascoltatore, il cambiamento, ci si aspetta un disco che in qualche modo sia la naturale prosecuzione di Parto da qui. Il titolo, “Quando toccherò terra”, in fondo è un accomodante indizio del fatto che il lavoro proseguirà su quel mood e manterrà un fil rouge col recente passato.

E, invece, no. Manco per il cazzo.

Metti in play e, una dopo l’altra, ti arrivano in faccia canzoni (occhio a questa parola, se la sono dimenticata tutti questa parola. Ma è il motivo per cui siamo qui, questa parola) con tutt’altra linfa vitale.

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Piccola digressione: avete visto il film Zelig di Woody Allen? Quello in cui l’attore si trasforma in ogni scena incarnando un ruolo diverso e strappando risate infinite all’ascoltatore? No? Pazzi. Ad ogni modo, il Killacat di Quando toccherò terra, stimolato dalla colonna sonora di Gheesa, per il suo primo album ha optato per una regia del genere.

Ehm, scusa Gheesa, non volevamo dire “genere”. Anche perché, è vero, un genere non c’è.

C’è un cantante che, talvolta accompagnato da altri autori, tira fuori brani profondi e maturi e decide di stilizzarli con una voce matura. Adatta a ogni contesto, elegante e densa di significato in tutte le sue sfumature.

E poi c’è un musicista che, zitto zitto, stravolge ancora una volta il suono di Killacat e fa qualcosa che per ora mastichiamo con un minimo di incredulità. Perché è qualcosa che non abbiamo mai assaggiato. Fra qualche anno, non abbiamo dubbi, troveremo sto sound in tutti i menu.

Ok, ma oggi? Che cazzo gli raccontiamo ai lettori? Il nuovo album di Killacat ha dentro tutto. Se volete etichette, se siete alla costante ricerca di un porto sicuro in cui identificarvi, probabilmente state ascoltando il disco sbagliato. Ma forse no.

Se volete, invece, stupirvi, siete nel posto giusto.

Non serve più, Come Chinatown, Porta Genova, Alibi, sono solo alcune delle perle di Quando toccherò terra. Voce e musica si fondono, sincronizzate alla perfezione, in un percorso fatto di parole e sentimenti. Di amore per la musica e osservazione delle sfumature della realtà. Interni ed esterni, anima e città, camera e club, sono descritti come parti di un solo ambiente.

Killacat ha un background musicale senza eguali. Ascoltando il disco, sembra di vederlo attento e ben intenzionato nei confronti dell’ascolto di TUTTA la musica: da Pino Daniele a Frank Ocean, da Kendrick al classic Rap italiano, dai cantautori più navigati come De Andrè a quelli più matti e a quelli più Pop.

Eppure – e il bello è proprio questo – entra in ogni brano con uno stile tutto suo. Non ci trovi la minima somiglianza con quelli citati. Ci trovi un ragazzo che ha la consapevolezza di quanto siano importanti gli ultimi quattro-cinque decenni di musica e che ha le palle di metterli di parte per creare qualcosa di nuovo, pazzo, concreto e innovativo.

Caro Gheesa, il merito è anche tuo. E, come mi ha detto qualcuno, se Battisti ascoltasse ‘Porta Genova’ probabilmente chiederebbe il tuo numero di telefono per lavorare con te.

Senza spazio e senza tempo, Quando toccherò terra rappresenta l’altra faccia della musica italiana. Quella che non curante dei giudizi, rivoluziona il linguaggio e riesce ad oltrepassare le barriere per addormentarsi nelle cuffie di chi la ascolta. La qualità di questo disco è anche un’altra: lo puoi ballare.

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Il suo difetto più grande? Non ha un genere (vedi status iniziale) e forse ci sarà bisogno di tempo prima di ‘capirlo’. Per noi, però, questo è un pregio perché siamo figli di robe tipo ‘Crx’ e ‘Channel Orange’. Il cambiamento, la musica con un lungo orizzonte di attesa, è ciò che ci dà benessere. Non ci spaventa.

Quelli che la pensano diversamente, dispiace dirlo, lo capiranno tra 5 anni.

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10 Anni che “sembra ieri”, ma è già domani. http://www.tobepop.net/10-anni-che-sembra-ieri-ma-e-gia-domani/ http://www.tobepop.net/10-anni-che-sembra-ieri-ma-e-gia-domani/#comments Fri, 07 Apr 2017 13:35:00 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3420 Continue Reading]]> itwaswritten1

Venerdi 14 Aprile farà tappa all’Auditorium Popolare di Cosenza: #ItWasWritTEN”, il Tour di festeggiamenti per il decennale dell’etichetta indipendente Macro Beats, del nostro Macro Marco.
Iniziamo col definire la parola: “nostro”.

Nostro amico (questo si sa) e nostro collaboratore (su queste pagine e nella realizzazione dell’evento estivo “2bePOP Fest”). “Nostro”, perché il suo percorso è anche un po’, per l’appunto, il nostro percorso.
Abbiamo parlato di lui e della sua etichetta dagli inizi. Anzi, da prima degli inizi. Siamo andati alle sue serate, abbiamo ascoltato e comprato i suoi dischi, siamo diventati amici dei suoi artisti e li abbiamo imparati a conoscere, come cantanti e come uomini.
Ecco perché “Nostro”. Perché ci sentiamo di poter dire che c’è anche un pezzo di noi in ogni brano che porta il suo marchio.
Il marchio di una Label che fa dell’umanità e della qualità due punti di forza.

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Ed è proprio con questo spirito che Venerdi 14 andremo a festeggiare insieme a lui, quell’altro pupillo di casa che è Mirko Kiave, che ripercorrerà la sua intera carriera in uno speciale concerto, confezionato appositamente per l’occasione insieme al producer siciliano Gheesa, Dj Kerò e Mujina Crew (il Sound di casa, che a dicembre 2016 intanto ha festeggiato i suoi 10 anni di attività).

Marco stesso, ha descritto questo evento (che sta facendo il giro d’Italia in lungo ed in largo) con le parole più giuste:
“Non solo un Live, non solo un DJ-Set. Un’occasione per riunirci con il nostro pubblico, che tanto ci ha dato in questi 10 anni e che costantemente ci fa capire quanto noi abbiamo dato a lui. Un vero e proprio “Block Party”, celebrazione della comunità e non del divario tra artista e fan.”

Comunità e condivisione

La comunità. La nostra comunità, che si ritrova con vecchi e nuovi amici a casa propria per guardare indietro, al lavoro fatto negli anni, ma senza nostalgia o voglia di fermarsi, anzi, con l’intento di dare un’ulteriore spinta in avanti ad un progetto che ci rende tutti orgogliosi, con la voglia di continuare a tenerlo “nostro”, ma senza gelosie del caso, anzi nel più puro spirito di condivisione.

La condivisione. Altra parola fondamentale. Oggi condividiamo tutto, con ogni strumento e con ogni fine. Ma quando il fine è il bene (divertimento) di una comunità, quella di cui sopra che si ritrova per fare l’alba dopo una gran serata, il primo mezzo è sempre il caro buon vecchio ‘Esserci’. Il nostro mezzo preferito. Quello che dà più emozioni.

Chi è già stato alle prime tre tappe di #ItWasWritten potrà confermare. Quando Macro sale in consolle, con sorprese speciali cucite ad hoc per ogni data di questo giro di festeggiamenti, ieri diventa domani. E tutto diventa benzina per continuare su un tracciato che diventa anno dopo anno ricco di varianti, che poggia su un presente ormai solido e ben congegnato.

Ci vediamo il 14 Aprile per festeggiare, tutti insieme, “senza candeline e senza torte” (come direbbe un altro amico di casa Macro Beats che a brevissimo passerà dalle nostre parti).

Info qui -> https://www.facebook.com/events/243374922738294/

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OFFICINE SONORE, 5 ANNI DI MUSICA IN CALABRIA http://www.tobepop.net/officine-sonore-5-anni-di-musica/ http://www.tobepop.net/officine-sonore-5-anni-di-musica/#comments Wed, 15 Feb 2017 15:06:27 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3397 Continue Reading]]> copertina

Le Officine Sonore compiono 5 anni e da venerdì 17 a domenica 19 febbraio, a Lamezia, festeggeranno con tutte le persone che hanno contribuito a scrivere una bella storia di musica in Calabria, da sopra e sotto il palco.

E sabato 18 ci saremo anche noi con banchetto, libri, t-shirt e voglia di fare festa nel primo locale a Lamezia Terme a proporre in modo continuativo una programmazione di musica live italiana e internazionale.

Officine_sonore_lamezia_termeEra il 18 febbraio 2012 quando Fabio e Riccardo si lanciarono nella coraggiosa impresa di aprire un nuovo locale a Lamezia. L’idea era quella di far nascere non un semplice bar, ma un vero e proprio music club, capace di proporre in città un’offerta culturale nuova che non rispondesse necessariamente alla richiesta del pubblico ma che fosse in grado di cambiare le abitudini di chi fino ad allora era solito uscire soltanto per mangiare o bere qualcosa in compagnia. Da quel giorno alle Off si sono tenuti oltre 570 concerti, gratuiti, con una proposta musicale varia e di qualità tra rock, alternative, folk ed elettronica e la presenza di artisti di oltre 20 nazionalità diverse.

La storia delle Officine Sonore inizia così, in sordina, arrivando a essere oggi un punto di riferimento per tutta la Calabria, fermamente inserito nel circuito nazionale e internazionale della musica dal vivo. Tanto per fare alcuni nomi, dalle Officine Sonore sono passati artisti come Emidio Clementi, Dente, La Luce della Centrale Elettrica, Calibro 35, Beatrice Antolini, Uzeda, Kutso, Bachi da Pietra, Ovo, Quasiviri, Bamboo, Anudo, Appino degli Zen Circus, Lorenzo Kruger dei Nobraino, fino all’organizzazione collaterale di live di grandissimi nomi come Shellac e Dj Premiere.

Officine Sonore ha davvero rivoluzionato l’attitudine verso la musica live in una regione che poco ancora compariva nei calendari dei gruppi in tour, che il più delle volte dalla Campania guidavano dritto fino in Sicilia.

Ed essendo anche noi in fissa con un certo modo di fare cultura musicale dalla periferia dell’impero, non potevamo mancare a dare il nostro sostegno.

adv_officine_sonoreEcco il programma delle tre serate:

Venerdì 17 la serata è dedicata a STAGE ON AIR,  lo storico appuntamento con le voci nuove, le cover band, i talenti nascosti e gli affezionati OFF si ripete in una speciale Celebration Edition – una vera e propria dichiarazione d’amore per i frequentatori del live club, che sono le vere rock star di Officine.

Sabato 18: DJ GRUFF – appuntamento imperdibile, nulla da aggiungere.

Domenica 19: FUZZ ORCHESTRA. Si chiudono i festeggiamenti con la meravigliosa potenza di una grandissima band dell’alternative rock.

Officine_sonore_lamezia_terme_1Ci vediamo a Lamezia!

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New York 1972 Hell’s Kitchen Manatthan

John O’Riley, un chitarrista si sveglia sopra un materasso dentro a un vicolo impreziosito da pipì di classe, John non si ricordava come mai era finito lì e manco gli interessava, iniziò subito ad elaborare mentalmente i testi per un pezzo che aveva appena composto, un pezzo breve e commerciale, una roba per le radio, una suite di scale concatenate di 20 minuti. La parte strumentale era stata già registrata anche se c’erano state diverse interruzioni nella lavorazione del disco perché il batterista (che lui conosceva solo come “il batterista del disco”) era pericolosamente poco fornito di cavallo. Il cavallo è l’eroina. “Ecco sì, perfetto! Questa canzone parlerà di eroina. Per essere precisi, di come quella del Lower East Side faccia schif…” intanto mentre componeva la frase dentro la sua mente aveva già cambiato idea. Cambiò diverse volte idea quella mattina, intanto vi ricordo che era sempre sul materasso con la pipì di classe.

Andò a casa, entrò in casa dalla finestra, passando come al solito dalle scale antincendio, per ribadire il concetto che abitata a New York. Si mise sul divano sempre a riflettere… ok no, non era casa sua. Cazzo però, non state sempre a sottilizzare! Ok la riscrivo; andò in una casa, entrò in una casa dalla finestra, passando per le scale antincendio e si mise sul divano a riflettere.

La canzone però era davvero troppo semplice. Serviva qualcosa di diverso, sì, ma che cosa? Cosa? E sopratutto: “Chi è lei? Cosa ci fa qui? Ora chiamo la poliz…” Queste sono le ultime parole che sentì prima che il proprietario andasse a prendere un calibro 12 in cucina. Troppo film di Scorsese? No, no, scene del genere capitano spesso, da queste parti… e non solo!

Doveva assolutamente parlare col suo manager discografico, serviva una svolta a questo disco e alla sua carriera. Serviva essere seri e iniziare a lavorare. Ok, il suo manager discografico era anche il suo spacciatore quindi la serata assunse (e quando dico assunse mica butto parole alla cazzo!) un tono leggermente diverso.

C’è questa roba nuova che mi è arrivata dal porto, dicono che sia fenomenale, me ne ha parlato molto bene il mio medico, che anche se è italiano resta una persona seria: il Dottor Droga”. Questa novità andava provata, dopo tutto noi qui, abbiamo un dovere verso la comunità scientifica!

“Senti ma che farebbe” “No, nulla dicono che possa piegare lo spaziotempo. Solo questo… Hai presente che per ogni sistema di riferimento la separazione spazio-temporale tra due eventi (chiamata metrica) è costante e si calcola come ds² = dx² + dy² + dz² – d(ct)²?” “Certo! Ma che domande fai? Mi hai preso per un cretino?”.

Beh in realtà quest’ultimo dialogo non andò così ma mi piace farvelo credere, fu più un gorgogliare di vomito tra due persone in intossicazione da alcool in un auto parcheggiata davanti a un cimitero. Roba che Hunter S. Thompson era già con la mascella smostrata a prendere appunti come un allievo di liceo qualunque!
John comprò la nuova droga, magari avrebbe potuto essere la svolta per scrivere il testo giusto e tornò a casa sua. No, no! Stavolta era davvero casa sua, prese il primo disco di Trout Mask Replica di Captain Beefheart & His Magic Band e mise sul piattò il lato B. Iniziò a sniffare quella strana polvere rossa, che odorava di zolfo e di cantine vuote. Intanto fuori pioveva copiosamente. Come succede solo a New York City.

Dopo il primo tiro iniziò a piovere Frank Sinatra, dopo il secondo Dean Martin e dopo il terzo Sammy Davis Junior. Fu proprio durante la fase Sammy Davis Junior che si sdraiò sul letto e tutto iniziò a diventare nero. BAAAAM! Fine. Forse devo smettere con la droga? No, troppo tardi, ormai.
Franco_Battiato_con_il_suo_gruppo_nel_1972 (1)New York 2017 Hell’s Kitchen Manatthan
John O’Riley, un chitarrista si sveglia sopra un materasso dentro a un vicolo impreziosito da pipì di classe, John non si ricordava come mai era finito lì e manco gli interessava. Iniziò subito ad elaborare mentalmente i testi per un pezzo che aveva appena composto. Era un pezzo breve, ma intanto la droga che trasforma i materassi pieni di pipì in macchine del tempo aveva funzionato.

Capì quasi subito che era nel futuro, si ricordò dell’equazione e tutto era chiaramente ovvio, tranne il lieve problemino di aver viaggiato nel tempo-spazio verso il futuro pisciandosi (oppure venendo coperto di piscio da qualche creatura spaziodimensionale ignota). La droga aveva funzionato!

Ora aveva l’idea per il pezzo, ok tutti i suoi musicisti erano morti o lungodegenti per malattia/sifilide/rapimento alieno/infarto/troppa salute, però aveva capito tutto. Finalmente aveva il pieno controllo sul suo modo di comporre. Gli bastava scrivere tutti i pezzi in una lingua di un’altra dimensione inventata da lui con regole grammaticali e dizionario.

In un mondo a lui totalmente alieno in cui le persone ascoltavano la musica col telefono invece che con il giradischi. In un emisfero dove c’era chi si masturbava davanti a un calcolatore invece che nel parco come tutte le persone perbene, John iniziò a scrivere e a comporre tutto con una velocità e una maestria senza pari. Il tutto avveniva mentre stava realizzando che tutti i musicisti più bravi di lui erano morti, e quelli del mondo della masturbazione sbagliata non erano certo alla sua altezza, figuriamoci!

Beh io non so come successe ma… oddio no, lo so ma non credo di potervelo dire. Comunque John O’Riley viaggiatore nel tempo venuto dal passato e chitarrista sperimentale si recò presso una nota casa discografica convinto che i produttori discografici fossero cambiati poco, rispetto ai suoi tempi.

“Salve senta cosa vorrebbe proporci?” 

“Un disco di rock psichedelico di 90 minuti tutto cantato in una lingua dimensionale inventata da me, una lingua con regole grammatiche e dizionario, una cosa come i Magma però con una lingua dimensionale invece che aliena! Quindi direi abbastanza diversa, in effetti…” (disse John con il massimo della convinzione possibile)

Mmmh interessante, ci segua nell’altra stanza, ora…

E fu così che John venne preso a randellate nel sottoscala della casa discografica da tutti i discografici e anche dell’uomo delle pulizie che mostrò tanto sadismo e pochissima empatia. Un fatto davvero sbalorditivo, visto in una storia tanto normale, quanto folle.


FINE 

Osiander

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Polychrome – Xmas djSet http://www.tobepop.net/polychrome/ http://www.tobepop.net/polychrome/#comments Tue, 27 Dec 2016 11:05:49 +0000 http://www.tobepop.net/?p=3378 Continue Reading]]> PolyChrome

Ogni tanto navigando nel web si ha la fortuna di incontrare progetti autentici. Di quelli piccoli, nati dal basso, magari nelle quattro mura di una cameretta ma con l’impronta inconfondibile di chi ha davvero fame di crescere e migliorare. Per cui, visto il periodo, fatevi un regalo: mettete scarpe comode e andatevi ad ascoltare qualche remix di Polychrome.

( https://soundcloud.com/benzo-dam) al secolo Vincenzo – Benzo – Damiano, astro nascente, “pargol divin”, di quella scena musicale sempre più consistente che ormai da anni sforna la Calabria, soprattutto nell’universo Hip Hop.

Del resto, è proprio grazie ai fortunati incontri adolescenziali con artisti quali Macro Marco, Kiave, solo per citarne alcuni,  e alle numerosissime jam dell’allora emergente scena cosentina che Benzo, cresciuto a Queen e Michael Jackson, ha formato il proprio personale gusto musicale.

Gusto, sobrietà e stile che riversa sulle sue basi e che non a caso, rilasciano una policromia di sensazioni ed emozioni che non potranno di certo restare indifferenti alle orecchie e ai piedi dell’ascoltatore.

Una moltitudine di suoni e colori che Vincenzo vorrebbe in futuro arricchire anche con il supporto e la potenza di una voce, nell’incessante desiderio di progredire nel proprio percorso musicale.

D’altronde, di strada ne ha fatta da quando, spinto da un amico, è uscito dalla propria cameretta e ha cominciato a far serate e a pubblicare sui social le proprie produzioni, con una genuinità e una perseveranza che solo l’autentica passione e rispetto per la musica può rendere così incrollabile.

Insomma, il piccirillo andrà lontano e per chi ha la fortuna di essere in Calabria questi giorni eccovi alcune date in cui vi farà ballare. Certo, parmigiana della nonna permettendo!

30/12/2016  - #HelloFriday – @22.30pm – Black Bird Pub (Paola CS)

01/01/2017 – #AperitivoDetox – @19.30pm – Primo Re (Fuscaldo CS)

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